Trento Smart city e le trasformazioni possibili e sostenibili

In questi giorni si sta svolgendo la Trento Smart City week, giunta alla sua terza edizione, evento che unisce tecnologia ai luoghi, fisici e web popolati dai cittadini. Quest’anno il tema principale è la consapevolezza delle corrette “istruzioni per l’uso” per essere buoni cittadini al tempo del digitale, per un uso efficace e corretto dei nuovi strumenti: diritti e doveri, reputazione, importanza della formazione e comprensione, anche per i nativi digitali, della responsabilità̀ nella produzione o diffusione di informazioni. 

Rileviamo con interesse, trasversale, quanto le aree del Programma d’azione Agenda 2030 sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, permeino i contenuti della manifestazione. Si parla di servizi smart per il territorio per facilitare il lavoro nelle aree di montagna riducendo gli spostamenti, di progettazione creativa con il design thinking, metodo efficace per affrontare i cambiamenti nell’ideazione di prodotti e servizi, di mobilità urbana, di smart food, risparmio alimentare e rete di produttori locali, di progetti di welfare generativo con scambi circolari tra tempo e persone, spazio urbano e nuovi bisogni. Tutto questo anche utilizzando la tecnologia per affrontare l’attualità e risollevare i territori colpiti dalla calamità Vaia, per esempio, con la filiera di custodia forestale sostenibile e il marchio PEFC, a cui aderiscono 175 comuni del Trentino.
Molte tematiche affrontate intersecano lo sviluppo sostenibile che, su scala nazionale e provinciale, delineano la Strategia di sviluppo sostenibile e che, novità assoluta, dovranno accordarsi con i documenti programmatici esistenti e i documenti di economia e finanza su entrambi i livelli. Dalla strategia, frutto anche dell’ascolto delle parti sociali, potranno emergere risultati concreti e possibili come, per esempio: la creazione di un nuovo modello economico circolare a basse emissioni di CO2, resiliente ai cambiamenti climatici e agli altri cambiamenti globali, la lotta alla perdita di biodiversità e dei cicli biogeochimici fondamentali e depauperamento del suolo. 
Obiettivi, importanti a medio, lungo termine, in linea a quanto è in discussione in questi giorni nel Decreto Ambiente che spinge l’economia all’uso di modelli circolari, compensativi, mitigativi, per la ricerca di un nuovo equilibro tra impatti economici, sociali ed ambientali. Ciò, esige avviare interventi culturali a favore di cittadini e imprese per saper affrontare il cambiamento e le necessarie trasformazioni produttive.

In sintesi, serve un tempo smart a ritmo sostenibile.