Piccole e Medie imprese e Responsabilità sociale d’impresa

La responsabilità sociale d’impresa è parte dello scopo d’impresa: è un’affermazione forte ma lo credo fermamente. Ciò non è legge, non è una linea guida specifica, ma da consulente in Responsabilità sociale di impresa attraverso Studio Vispa snc, parte della rete d’impresa Trentino Green Network che opera in un territorio non prettamente urbano, sono convinta abbia un valore fondante per lo sviluppo ed il benessere dell’impresa.

Condivido percorsi ed esperienze attraverso clienti e il Crs Manager Network con sede presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la domanda, lo stimolo creativo e funzionale che si esprime attraverso il confronto sui temi della Csr è molteplice suscitando in me quesiti e possibili applicazioni progettuali in realtà produttive medio piccole. Dalla fascinazione derivante dall’ascolto di progetti ben presentati e realizzati, complessi e duraturi portati avanti da società medio grandi pongo una riflessione metodologica, su quale sia la giusta strategia, adatta e funzionale, al coinvolgimento delle medie piccole nella responsabilità sociale d’impresa. Non sono sola nel porre il quesito di “applicabilità” della Csr nelle piccole medie imprese, nelle sessioni formative a cui ho partecipato, c’era chi proveniva, anziché dal Trentino, terra in cui opero e vivo, dal Friuli Venezia Giulia, un felice connubio ho pensato, un territorio anche dal punto di vista produttivo dalle caratteristiche simili, con il quale condividere un percorso di crescita professionale e “soluzioni perseguibili” di responsabilità sociale d’impresa.

Fare impresa in territori non posti sulle principali infrastrutture viarie, di confine ed alpini come lo sono i territori citati, è un impresa di per sé. Creare occupazione e reddito, rispettare l’ambiente di cui si è parte, valorizzarlo, sono aspetti che le piccole medie aziende ed in generale le organizzazioni private e pubbliche che incontro nel mio percorso professionale praticano, ma nella maggior parte dei casi inconsapevolmente o per obbligo. In altre parole, fanno e non mettono a valore ed il fare è un ottimo inizio, ma la responsabilità sociale d’impresa esige anche fermarsi e riflettere, interrogarsi e pianificare una strategia di responsabilità sociale d’impresa, concreta, molto concreta, come le PMi, sanno essere.

Tra le tante strade che la responsabilità sociale d’impresa può intraprendere, rapportandomi con le piccole medie imprese credo prioritario partire dalle persone dell’impresa e dell’organizzazione in generale facendole lavorare sul senso di appartenenza ad un progetto ben più ampio fatto di necessari risultati economici a cui, guardando un po’ il là, vanno associati gli obiettivi cosi detti “glocali” che uniti a quelli produttivi, determinano il miglioramento continuo e danno risposta alle tante emergenze globali di cui siamo parte attiva e passiva. E’ importante dunque operare affinché la responsabilità sociale d’impresa sia concreta, comprensibile e consapevole e aggiungerei, citando uno scritto di Italo Calvino “Lezioni americane”, leggera.

Introduco la parola concretezza poiché l’impresa, prima di tutto, deve mettere nelle condizioni le persone di interpretare il senso “aumentato” di valore nelle attività quotidiane per perseguire il benessere economico, organizzativo ed ambientale dell’organizzazione. Le esternalità, ovvero le voci di bilancio che non direttamente vengono considerate in un bilancio economico “tradizionale”, dovrebbero progressivamente far parte della catena del valore che l ‘impresa esprime, ciò è la base per nuovi impulsi di benessere, successo ed innovazione nelle PMI.

Concludo queste brevi riflessioni mettendo al centro la forma concreta che l’impresa in primis riconosce, come atto primario al quale solo successivamente potranno aggiungersi le qualità che poco prima citavo: la comprensibilità, la consapevolezza e la leggerezza della responsabilità sociale d’impresa.

Laura Ricci

Da Csr Smile Magazine (febbraio 2019)