Come le PMI possono integrare gli SDGs nel proprio business. La produzione agroalimentare (1/3)

Occorre individuare gli strumenti per far sì che alle PMI venga riconosciuto un ruolo chiave per raggiungere gli Obiettivi individuati nella Strategia Nazionale, adottando soluzioni concrete per fare in modo che possano cogliere le opportunità insite nel modello di sviluppo sostenibile.

È su questi presupposti che si basa il progetto condotto da CNA di Roma e ASviS: tracciare una linea di sostenibilità per le micro, piccole e medie imprese di Roma e provincia, valutando il loro impatto sugli SDGs e, conseguentemente, il loro contributo nell’attuare la Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile. 

Il progetto è dunque il primo passo per individuare azioni concrete verso lo sviluppo sostenibile in tre particolari settori di impresa presenti a Roma: alimentaristi, impiantisti e legno.

I risultati derivano da interviste dirette alle imprese e a testimoni privilegiati, a focus group dedicati alle tematiche di maggior rilievo emerse e da questionari sottoposti ad oltre cento aziende associate alla CNA di Roma, che sono stati analizzati, elaborati e presentati in un report. Qui una sintesi dei risultati emersi.

Le finalità che si sono poste a questo progetto sono:

  • Individuare su quali Aree e Obiettivi strategici della Strategia Nazionale e su quali Goal e Target dell’Agenda 2030 le PMI possono influire.
  • Valutare la distanza dei tre settori dai Goal e Target individuati.
  • Indicare proposte operative per colmare la distanza dagli Obiettivi. 

 

Il settore degli alimentaristi

 

Il settore degli alimentaristi comprende le aziende attive nella produzione agroalimentare romana.

I risultati che ne sono usciti fino ad ora per il settore degli alimentaristi ha permesso di individuare quattro temi comuni a tutto il settore:  

  • la filiera del prodotto e la sua tracciabilità sia a valle che a monte;
  • il risparmio, lagestione e la ridistribuzione delle eccedenze alimentari;
  • la produzione e il riutilizzo degli scarti alimentari;
  • l’efficientamento energetico delle imprese osservate.

 

Sintesi delle proposte e conclusioni per il settore degli alimentaristi

 

La sintesi delle proposte e conclusioni possono essere riassunte in questi punti.

  • Riassumere per i diversi ambiti del settore gli obblighi normativi che presiedono alla produzione alimentare per facilitare le procedure e ridurre il carico amministrativo che attualmente grava sulle PMI coerentemente con il principio di proporzionalità (le PMI sono chiamate a rispondere – al pari delle grandi imprese - a troppi adempimenti burocratici in fase di avvio dell'attività). In tale contesto, la Strategia Nazionale indica nei Goal 1, 2, 6, 12 e 17 dell’Agenda 2030 quelli maggiormente attinenti all’area di intervento.
  • Dare applicazione nel Comune di Roma alla riduzione delle tasse relative ai rifiuti prevista dalla Legge del 19/08/2016 n. 166/2016 (Legge Gadda) per le imprese che riducono lo spreco alimentare. Goal dell’Agenda 2030 impattati: 2, 8, 7, 9, 11, 12. 
  • Promuovere la messa in rete, anche tramite degli strumenti informatici, delle informazioni relative alle eccedenze alimentari, per facilitare il riutilizzo e la raccolta. La proposta contribuirebbe ad attuare i Goal 7,8, 9 e 17 dell’Agenda 2030.
  • Promuovere una rete di imprese per il riutilizzo di scarti come materia prima seconda (ad esempio, terriccio fertile, Biogas, riutilizzo in altre produzioni alimentari, ecc.), Goal 17.
  • Creare un database dove, per ogni settore, vengano indicate le modalità di riutilizzo delle materie prime seconde. I Goal richiamati sono, in particolare, i seguenti: 7, 8, 9, 11, 12.
  • Promuovere un’azione informativa e formativa da parte delle organizzazioni datoriali, compresa la CNA, al fine di aumentare la sensibilità riguardo ai temi del recupero delle eccedenze alimentari ed il riutilizzo degli scarti. Inserire i principi di sviluppo sostenibile nei corsi regionali obbligatori per l’iscrizione ai registri per aprire attività di somministrazione e vendita di alimenti e bevande. Questa proposta impatterebbe, dunque, sui Goal 8,12, nonché nei Goal 1, 2, 6 e 17.
  • Promuovere la diffusione di marchi volontari che attestino l’applicazione di pratiche di economia circolare da parte delle imprese. Goal 17
  • Rafforzamento delle misure incentivanti esistenti in grado di stimolare l’efficientamento energetico. I Goal e maggiormente impattati da tale proposta risultano essere i seguenti: 7, 9, 11, 13 e 17.